Con la nostra guida sul Conto Termico 3.0 (qui il link) abbiamo voluto rispondere ai chiarimenti più frequenti rivoltici dopo l’emanazione del Decreto
Ecco la nostra sintesi su questa domanda
Una delle novità più significative del Conto Termico 3.0 è l’introduzione di incentivi per gli interventi finalizzati alla produzione di calore di processo (o calore industriale), che erano poco o per nulla coperti dalle versioni precedenti.
Questi interventi sono cruciali per la decarbonizzazione del settore industriale e terziario in quanto mirano a sostituire l’uso di combustibili fossili (come gas o oli combustibili) nei cicli produttivi con fonti rinnovabili e/o sistemi ad alta efficienza.
Applicazioni più Diffuse e Possibili Interventi con pompe di calore ad alta temperatura
Gli interventi per la produzione di calore di processo incentivabili sono quelli che riescono a fornire energia termica (acqua calda, vapore, aria calda) direttamente utilizzata in una fase del ciclo produttivo o di servizio di un’impresa.
Ecco esempi di applicazione
- Industria Alimentare/Bevande: Produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e calore per la pulizia, sterilizzazione, pastorizzazione (es. nelle latterie, birrifici).
- Ospedali e Alberghi: Produzione di acqua calda ad alta temperatura per lavanderie e cucine.
- Industria Cartaria/Tessile: Calore di processo per fasi di asciugatura, pre-riscaldamento o tintura che richiedono temperature elevate (anche oltre 100°C con le pompe di calore più avanzate).
Criteri di Ammissibilità Specifici
Per accedere all’incentivo per il “calore di processo”, le imprese devono dimostrare che:
- L’energia termica prodotta è utilizzata direttamente nel ciclo produttivo/servizio dell’impresa, e non semplicemente per la climatizzazione degli ambienti.
- L’intervento sostituisce una fonte non rinnovabile (carbone, gas, gasolio, ecc.).
- L’incentivo è calcolato sul differenziale tra l’intervento incentivato e un impianto di riferimento (come definito nel D.M.).
Cristiano Venturi – Founder Build Energy Group