COME RIDURRE LE TARIFFE ELETTRICHE PER LE IMPRESE COL POWER PURCHASE AGREEMENT (PPA)

Perché l’energia costa così tanto alle imprese

Il costo dell’energia elettrica in Italia per le imprese resta strutturalmente più alto rispetto ad altri Paesi europei: nel 2025, ad esempio, il prezzo medio per aziende di media dimensione è stato superiore di circa il 20% rispetto alla media UE. Questa differenza non dipende da un solo fattore, ma anche dal modo in cui si forma la tariffa elettrica e dal funzionamento del mercato.

Come si calcola la tariffa elettrica per le imprese

La bolletta elettrica per un’impresa è composta da diverse voci:

1. Materia energia (prezzo dell’elettricità) – È la componente principale e dipende:

  • dal prezzo all’ingrosso dell’energia (in Italia fortemente legato al gas),
  • dal tipo di contratto (prezzo fisso o indicizzato al PUN – Prezzo Unico Nazionale).

Nel mercato libero, questa componente è negoziata tra impresa e fornitore ed è l’unica realmente “competitiva” .

2. Trasporto, distribuzione e dispacciamento – Coprono:

  • gestione della rete,
  • bilanciamento tra domanda e offerta.

Sono costi regolati e includono una parte fissa, una legata alla potenza impegnata e una ai consumi .

3. Oneri generali di sistema – Finanziano politiche pubbliche (incentivi alle rinnovabili, sistema elettrico, ecc.). In Italia sono storicamente più elevati rispetto ad altri Paesi europei.

4. Imposte – Accise e IVA incidono ulteriormente sul prezzo finale.

Il nodo strutturale: dipendenza dal gas e formazione del prezzo

il prezzo dell’elettricità in Italia è ancora fortemente influenzato dal gas, che nel 2025 rappresenta circa il 59% della produzione elettrica .

Nel mercato elettrico il prezzo si forma sulla base dell’ultima fonte necessaria a soddisfare la domanda (spesso il gas), anche l’energia rinnovabile viene quindi pagata a quel prezzo marginale più alto. Questo meccanismo fa sì che, anche quando le rinnovabili hanno costi più bassi, le imprese non ne beneficino pienamente.

Nuovi modelli contrattuali

In questo scenario, uno degli strumenti più interessanti e in rapida ascesa è il Power Purchase Agreement (PPA). Se un tempo l’acquisto di energia era una transazione standard e a breve termine, oggi i PPA offrono alle aziende l’opportunità di una protezione finanziaria duratura.

Che cos’è e come funziona un PPA

Un Power Purchase Agreement è, essenzialmente, un contratto a lungo termine (solitamente dai 5 ai 20 anni) stipulato tra un produttore di energia da fonti rinnovabili (come parchi eolici o solari) e un acquirente, che può essere un’azienda o un rivenditore di energia.

A differenza dei contratti tradizionali, il PPA stabilisce un prezzo fisso (o una formula di prezzo predefinita) per l’energia che verrà prodotta da uno specifico impianto. Questo crea un legame diretto tra chi genera l’energia “verde” e chi la consuma, permettendo al produttore di ottenere i finanziamenti necessari per costruire l’impianto (grazie alla certezza dei ricavi futuri) e all’azienda di assicurarsi energia pulita a costi certi.

Le tipologie di contratti: Fisici vs Virtuali

Non esiste un unico modello di PPA; le macro-categorie principali sono due:

PPA Fisici (Physical PPA): In questo caso, l’energia prodotta dall’impianto viene fisicamente consegnata all’acquirente attraverso la rete elettrica. Spesso l’impianto è situato nella stessa zona geografica del consumatore. È la soluzione ideale per chi vuole un legame tangibile con la fonte di produzione.

PPA Virtuali o Finanziari (Virtual PPA): Qui non c’è una consegna fisica di elettroni. Si tratta di un contratto puramente finanziario (un “Contract for Difference”).

L’azienda continua ad acquistare energia dal proprio fornitore abituale ai prezzi di mercato, ma parallelamente regola con il produttore la differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo concordato nel PPA. Se il prezzo di mercato è più alto del prezzo PPA, il produttore rimborsa la differenza all’azienda; se è più basso, è l’azienda a pagare la differenza.

Questo modello è molto apprezzato dalle multinazionali che hanno sedi sparse sul territorio e non possono collegarsi fisicamente a un unico impianto.

– Esistono poi sottotipologie come l’On-site PPA, dove l’impianto (ad esempio pannelli fotovoltaici) viene installato direttamente sul tetto o nel terreno dell’azienda cliente, eliminando i costi di rete.

Vantaggi e Limiti

Adottare un PPA comporta benefici significativi, ma richiede anche una valutazione attenta dei rischi.

I Vantaggi:

  • Stabilità dei costi: Protegge l’azienda dalla volatilità dei mercati energetici (come i picchi visti negli ultimi anni).
  • Sostenibilità certificata: L’azienda riceve le Garanzie d’Origine (GO), che certificano l’uso di energia 100% rinnovabile, migliorando il rating ESG e il posizionamento sul mercato.
  • Addizionalità: Sottoscrivendo un PPA per un nuovo impianto, l’azienda contribuisce concretamente alla costruzione di nuova capacità rinnovabile, non limitandosi ad acquistare ciò che già esiste.

I Limiti:

  • Impegno a lungo termine: La natura decennale del contratto può essere un vincolo rigido se le esigenze energetiche dell’azienda dovessero cambiare drasticamente.
  • Rischio di profilo: Poiché il sole e il vento sono intermittenti, la produzione dell’impianto potrebbe non coincidere esattamente con i picchi di consumo dell’azienda, rendendo necessaria una gestione integrata della fornitura.
  • Complessità contrattuale: Richiedono competenze legali e tecniche elevate per essere strutturati correttamente.

Evoluzioni, studi e regolamentazione

Il panorama dei PPA non è statico; attualmente, ci sono diversi filoni di evoluzione:

  • PPA Multi-Buyer: Studi e progetti pilota stanno esplorando contratti in cui più piccole e medie imprese (PMI) si aggregano per acquistare energia da un unico grande impianto, superando le barriere all’ingresso che finora hanno favorito solo le grandi corporate.
  • PPA 24/7 Carbon-Free: L’obiettivo futuro è far coincidere la produzione rinnovabile con il consumo orario effettivo, integrando i PPA con sistemi di accumulo (batterie) per garantire energia verde anche quando non c’è sole o vento.

Dal punto di vista legislativo, l’Italia e l’Europa si stanno muovendo per semplificare questi accordi. Il Decreto Legislativo 199/2021 e le successive riforme mirano a snellire le procedure autorizzative per gli impianti alimentati da PPA.

Inoltre, a livello europeo, la riforma del Market Design dell’elettricità punta a incentivare ulteriormente i PPA come strumento per stabilizzare i prezzi al consumo e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.


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Cristiano Venturi Founder Build Energy Group c.venturi@buildenergygroup.com

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